Quel Sabato 4 Luglio 1450 iniziò a Siena con un po’ di sole, ma nel pomeriggio nubi sempre più compatte e oscure si avvicinavano alla città, il rombo minaccioso dei tuoni in lontananza annunciava l’arrivo del temporale, che in breve si scatenò con grande furia provocando molti danni.
Turbini di vento, pioggia, e grandine sferzarono la città, mentre i senesi al riparo delle loro case e delle loro botteghe aspettavano che il temporale finisse per rendersi conto dei danni, e i danni purtroppo non mancarono.
Il tetto della Chiesa Maggiore, ovvero il Duomo, fu quasi completamente scoperchiato dalla furia degli elementi, ma ovunque in città, case e chiese subirono danni, mentre anche le campagne circostanti la città lamentarono danni a causa del temporale.

Ecco come descrive il fenomeno il grande letterato senese Girolamo Gigli che più di due secoli dopo riportò alla luce quell’ evento: “A dì 4 Luglio levossi in Siena un temporale terribile, che vi cagiono’ grandissimi danni, tra i quali fu lo smantellare che fece della Chiesa Maggiore“¹

 

A cura di Fausto Pagnini – Il Microclima La nuova Meteorologia

 

 

¹ Diario Sanese: in cui si veggono alla giornata tutti gli avvenimenti più ragguardevoli spettanti sì allo spirituale, sì al temporale della città, e stato di Siena : con la notizia di molte nobili famiglie di essa, delle quali è caduto in acconcio il parlarne. par. 2 pag. 27, Girolamo Gigli

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