Sono trascorsi esattamente 5 anni dall’inizio dell’ondata di aria fredda più importante sulla nostra città dal lontano 1985. Questa volta vi racconteremo quell’evento utilizzando la prospettiva di un appassionato di meteorologia, tralasciando tutti gli aspetti più tecnici e mettendo in primo piano le emozioni.

MARTEDI’ 31 GENNAIO ORE 7.00

Suona la sveglia e dopo giornate e nottate passate in bianco a guardare ogni singolo aggiornamento delle mappe previsionali è arrivato finalmente il giorno tanto atteso. Il caffè caldo mi riscalda e mi risveglia mentre scruto il cielo ancora terso. Il termometro segna -4°, l’aria sembra quella delle grandi occasioni. Mi vesto ed esco per andare a lavoro. Sarà impossibile concentrarsi e rispondere a tutti i colleghi che mi porranno la fatidica domanda… “oh bernacchino! che fa neviha??”. Arrivato a lavoro capisco che sarà una giornata di sofferenza.

ORE 11.00

Distrutto dalle domande dei colleghi e con gli occhi perennemente rivolti al cielo osservo le prime velature arrivare da ovest. Ci siamo. L’ avanguardia della perturbazione che porterà la neve su Siena è lì, ad un passo.

ORE 13.00

C’ ho perso due diottrie, ma quelli che vedo sono fiocchi di neve. Non me li sto sognando. La temperatura oscilla tra i +3.5° e i +4°. Ancora non ci siamo… So benissimo che il peggioramento vero e proprio è atteso solo per la sera, ma questi primi fiocchi e le temperature ancora altine non mi fanno stare tranquillo. La neve su Siena è spesso un meraviglioso gioco ad incastro tra precipitazioni e temperature al limite. Stavolta non dovremmo avere problemi ma l’ ansia e la scaramanzia a momenti, prendono il sopravvento.

ORE 14.00

Preso dalla frenesia da neve salgo in macchina e prendo la strada verso Molli. Voglio vedere se a 600 metri di altitudine nevica e soprattutto che temperature ci sono. Arrivato in cima alla Montagnola piazzo il mio termometrino portatile sul muretto del cimitero e aspetto. L’attesa è spasmodica, il termometro scende lentamente mi congelo investito da questo ventaccio di grecale. Ogni tanto fiocca in modo più convinto e in orizzontale per il forte vento. Il termometro scende fino a +0.2°. Per ora basta così. Tremante, torno a casa a scaldarmi.

ORE 17.30

Quindicesima sigaretta giornaliera, quasi ad invocare 15 centimetri di neve nella prossima nottata. Su Siena continua a fioccare e il termometro scende a +1°. Non resisto alla tentazione di prendere il PC e controllare le immagini satellitari, nonostante mi fossi ripromesso di staccare completamente. Sono fiocchi piccoli e radi, un po’ bagnati. In ansia totale, sento la pressione di colleghi, amici e famiglia, vedo le loro facce, i loro sorrisini, ma mi sbilancio. “Entro domattina quei cazzo di 15-20 cm ricopriranno Siena”, penso dentro di me. Tocco ferro e anche qualcos’ altro e incrocio le dita.

Ore 19

La nevicata intensifica improvvisamente e sorprendentemente. La aspettavo alle 22 ma sembra voler far sul serio. Scende la temperatura. Ora è vicina allo zero, ma l’ umidità è salita. Le macchine si imbiancano e il cuore batte. Sono un fuoco dentro mentre all’ esterno mi mostro calmo, quasi apatico. Non ci sono per nessuno.
Salgo nuovamente in macchina.

ORE 20

Sono di nuovo a Molli. Fiocca bene e siamo a -1°. Un velo di neve copre già tutto. Solamente 1/2 cm, ma il bello dovrà arrivare nelle prossime ore. Torno a casa felice.

ORE 22.30

Sorseggiando una birretta al pub con un amico, cerco di distrarmi. Ho scelto furbescamente una postazione che mi permette di vedere il lampione sulla strada antistante. Che volpe. Partono altre 2/3 diottrie per vedere quattro fiocchi in croce. Fingo di ascoltare interessato il mio interlocutore. Capisco di star male, quando mi accorgo solo dopo una mezz’ora delle dolci curve della cameriera che mi distraggono solo per qualche secondo.
Si volta verso di me e mi giro verso la finestra, grattandomi la testa, facendo finto di nulla e poi….
Sogno o son desto! Quelli son fiocchi. Fiocchi veri, grossi. Quella è una bufera! Trangugio la birra e preso dall’ entusiasmo, invito il mio amico ad uscire dal pub. Nel giro di 5/10 minuti l’ atmosfera è completamente cambiata. Tutto bianco! L’ accumulo di neve cresce a vista d’ occhio. “Si fa 20 cm caro mio, si fa 20 cm!” Urlo nel silenzio sotto quei fazzoletti bianchi che scendono lenti dal cielo.

ORE 1.00

Nevica che è una meraviglia. Il silenzio è irreale fuori dalla finestra di casa mia. Non passa una macchina, se non un gruppo di ragazzi con il quad che si divertono sulla neve, che ormai raggiunge i 10 cm di spessore al suolo. Un mezzo spazzaneve crea dei cumuli piuttosto alti sul bordo strada. La temperatura è ormai sottozero e in pochi minuti l’ asfalto è di nuovo bianco. Vado a letto felice, godendomi gli ultimi fiocchi, già soddisfatto.

 

Al mattino seguente avrei ricevuto un’ altra bellissima sorpresa ma di questo e di molto altro ancora ne riparleremo domani…

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