Prima di un febbraio invernale e di una prima metà di marzo perturbata avevamo fatto i conti con un gennaio estremamente mite

 

Appena lo scorso anno vivevamo uno dei mesi di Gennaio più freddi degli ultimi 30 anni, 365 giorni dopo il mese di gennaio 2018 ha chiuso come uno dei mesi più caldi di sempre nella storia climatica senese. Difficile stabilire se sia stato il 1° o il 2° più caldo di “sempre” a causo dell’annosa questione di una sostanziale inesistenza di una serie storica dii temperature affidabile per la nostra città. Solo dal 1970 ad oggi per poter ricostruire una serie storica senza “buchi temporali” ci siamo dovuti affidare a ben 5 stazioni meteorologiche diverse ( 1970-1984 Università di Siena, 1985-2001 Poggio al Vento, 2002-2004 dati del consorzio LaMMA, 2005-2016 Vico Alto, 2017 Siena Galilei ).

Gennaio 2018 fa segnare un +2,8°C di scarto dalla media

Il mese di Gennaio 2018 ha chiuso con una media mensile di 8,6°C come il Gennaio 2007(dato della stazione di Vico Alto). Il sopra media registrato, stante una media storica di 5,9°, è stato di ben +2,7°C. Questa anomalia è ben distribuita sia se si guarda il valore della media minime(5,6°) per uno scarto di +2,8°C, sia nel valore medio delle temperature massime(12,1°C) in questo mese per uno scarto positivo di +3,1°C.
La temperatura minima registrata è stata di +1,1°C il giorno 18, mentre la massima è stata di +16,3°C il giorno 8

A livello pluviometrico il mese ha fatto registrare alla stazione di Siena Galilei 31,4mm di pioggia spalmati in 8 giornate piovose, pari ad un deficit del 45,9% rispetto alla media storica (58,1mm nel periodo 1839-2017 ).

 

Vortice islandese particolarmente intenso e anticicloni prevalenti alla medie latitudini

Anomalie del geopotenziale a 500hpa, su scala emisferica. Gennaio 2018. Fonte NOAA/NCEP

 

Su scala emisferica i dati mostrano la presenza di una bassa pressione più profonda della norma tra Islanda e Regno Unito. Questa depressione ha rafforzato gli anticicloni alle medie latitudini portando tempo stabile(rarissime le perturbazioni entrate sul Mediterraneo) e mite.
A contribuire all’anomalia di temperatura sulla Toscana centro-meridionale, la presenza di un centro di bassa pressione di secondaria importanza sul Marocco. Questa figura barica ha favorito ulteriormente una circolazione mite, favorendo la risalita di masse d’aria di origine nordafricana fin verso l’ Italia centrale

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